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    La forma è il mezzo per arrivare all’essenza.

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    I campi energetici celano lo schermo della quotidianità.

Profile

 

Davide Stasino, nato a Napoli nel 1978. Insegnante di arte e immagine, ha iniziato l'attività espositiva nel 2009 Presso la Franco Riccardo Arti Visive per poi proseguire al Museo Madre, con le sue opere intense, evocative dalla sorprendente profondità psicologica. La pittura come media assoluto. Raffinatezza espressiva e contenuti attuali. La pittura di Stasino si innesta nel filone delle immagini prodotte e veicolate dai media digitali senza rinunciare all'uso "antico" della pittura su tela. Immagini "uplodate" come quelle condivise sui social network, ma prive di volto riconoscibile, baconianamente cancellato a sollevare interrogativi, non concedendo nulla alla frivolezza. Stasino è pittore-videomaker originale, nato nella scuola di Gianni Pisani e maturato in atipiche esperienze tra manipolazioni “Post/Human” e l’uso “tradizionale” della pittura che però, processa l’immagine evidenziando campi energetici celati dietro lo schermo della quotidianità. In questa esposizione, lividi corpi deformati e “destrutturati” nella loro composizione atomica e anatomica,sono ritratti in un gioco di rimandi esoterici provenienti da un repertorio iconologico che non disdegna l’universo punk, cinematografico e fumettistico. Il pittore, come un regista mette in scena stravaganti innovazioni linguistiche che si concentrano sull’ aspetto plastico della rappresentazione, mette in rapporto dialettico l’uomo con la natura e storia. Ancor oggi l’uomo è sempre il termine di riferimento dei contrasti. L’incessante sviluppo tecnologico minaccia di cambiarlo, trasformandolo in qualcosa di alieno. In un futuro prossimo chi nascerà programmato geneticamente e chi con un patrimonio genetico naturale? Davide Stasino affronta il problema proponendo una sintesi di domande: il post-umano inteso come assenza di demarcazione nette e differenze essenziali tra umani e macchine.

L'ambiguità destabilizzante dell'immagine.

About

La ricerca di Davide Stasino si sviluppa nell’indagine della condizione umana e lo fa attraverso un linguaggio visivo che investe la forma (disegno) per arrivare all’essenza (essere). Stasino dipinge i corpi dell’animale sociale uomo-donna e li definisce semplici involucri, gabbie dell’essere, ritratti simili nella loro cromatura grigia. Le sue figure polisemiche sono i “Fantasmi dell’oggi” e “Forme amorfe del domani” impresse sulle tele o su carta; è un’ontologia in termini filosofici o un dipingere il visibile per afferrare l’invisibile. L’arte di Stasino si veste di un Estetica dello spirito che si materializza nelle paste cromatiche, uniche nello stile: le linee che danno forma ai corpi dipinti, diventano traduzione del vuoto contemporaneo caratterizzato dalla perdita del “se”. Fredrich Nietzsche nella sua Genealogia della morale ci parla della “cattiva coscienza” dell’uomo culturale che si forma nel tempo restando estraneo a se stesso. Davide Stasino con coraggio e con sguardo consapevole, testimonia l’illusione sociale di essere formati e seguiti dalla scienza, dalla tecnologia o semplicemente dalla cultura. Abitualmente riteniamo che la nostra identità sia scontata, non ci si chiede più chi siamo e abbiamo una visione distorta di cosa possa essere una sana identità: Ci riconosciamo per immagini e non più per “sentimenti”. I volti cancellati dell’artista sono simbolo del sacrificio dell’uomo, che per sentirsi parte integrante di questo mondo ipertecnologico rinuncia al proprio “io”.  L’artista guarda i social: Facebook; instagram; twitter definendoli collezionisti di figure umane, teatro di maschere o forse sono la nuova religione del secolo. Per gioco o per fede si paga la pena della perdita dell’identità o semplicemente dell’Essentia. L’artista medita sui sensi, sulle capacità percettive dell’individuo, evidenziando con gli smalti rossi le aree cognitive, portatrici di informazioni ed elaborazione della realtà, e lo fa per riflettere sul passaggio metaforico dall’unione corpo-anima al corpo-software, che sarà la chiave di lettura delle opere. Davide Stasino invita i suoi fruitori alla presa di coscienza dell’uomo attuale, privo di libertà espressiva e carico di informazioni mediatiche che annichiliscono l’essere per un omogeneizzazione sociale. Simona Zamparelli

Davide Stasino sembra ossessionato dal tema del corpo, che esplora con modalità espressionista e con indubbio talento figurativo. Stasino analizza parti della struttura umana, riproducendone forme e colore, sangue e putredine, con uno stile maturato in atipiche esperienze tra manipolazioni "Post/Human" e l'uso "tradizionale" della pittura che processa l'immagine evidenziando campi energetici celati dietro lo schermo della quotidianità. Ogni organo, ogni muscolo, ogni arto, astratto dal suo contesto e rimodellato dalla pittura, acquista un valore simbolico che rimanda al potenziale vitale che si cela oltre le apparenze di lividi corpi deformati e "destrutturati" nella loro composizione atomica, come fatti di un denso ma aereo pulviscolo, ritratti in un gioco di rimandi esoterici provenienti da un repertorio iconologico che non disdegna l'universo punk, cinematografico e fumettistico. Il pittore, come un regista che mette in scena stravaganti innovazioni linguistiche che si concentrano sull'aspetto materico della rappresentazione, pone in rapporto dialettico l'uomo con natura e storia. Ancor oggi l'uomo è sempre il termine di riferimento dei contrasti. L'incessante sviluppo tecnologico minaccia di cambiarlo, trasformandolo in qualcosa di alieno. In un futuro prossimo chi nascerà programmato geneticamente e chi con un patrimonio genetico naturale? Davide Stasino affronta il problema proponendo una sintesi di domande: il post-umano inteso come assenza di demarcazioni nette e differenze essenziali tra umani e macchine. Diverso, incerto, indefinibile o ancora da definire. Uomo insicuro che vive in un'età d'incertezza. Le figure violacee e schizzate di rosso di Stasino ripropongono uno dei più dibattuti nodi del pensiero contemporaneo: l'incompletezza biologica dell'uomo, il suo desiderio di protesi meccaniche, chimiche, plastiche. Nei dipinti di Stasino la messa in crisi del dualismo natura-cultura ai fini della comprensione dell'umano è parte di un nuovo umanesimo non antropocentrico che pone l'uomo nel suo rapporto strutturale con la metamorfosi. La superficie magmatica dei suoi quadri suggerisce simulacri imperfetti di un originale destituito di senso, che ha perduto la sua funzione e la sua relazione con il tempo e lo spazio. Mario Franco

Exhibition

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Banca Fideuram - Franco Riccardo Arti Visive

08 giugno - 20 settembre 2018

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Corpi costruiti per imbrigliare lo spazio ed il tempo in un'assurda utopia.

Works

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100 x 80 cm, tecnica mista, 2018.

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100 x 80 cm, tecnica mista, 2018.

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60 x 80 cm, tecnica mista, 2018.

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100 x 100 cm, tecnica mista, 2018.

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60 x 80 cm, tecnica mista, 2018.

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100 x 150 cm, tecnica mista, 2018.

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100 x 150 cm, tecnica mista, 2018.

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100 x 150 cm, tecnica mista, 2018.

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50 x 50 cm, tecnica mista, 2018.

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100 x 150 cm, tecnica mista, 2018.

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60 x 80 cm, tecnica mista, 2018.

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60 x 80 cm, tecnica mista, 2018.

Contact

La ricerca si sviluppa nell’indagine della condizione umana e lo fa attraverso un linguaggio visivo che investe la forma (disegno) per arrivare all’essenza (essere).